Il Castello di Sperlinga è documentato per la prima volta con l’arrivo dei Normanni in questa zona della Sicilia quando nella ridefinizione della diocesi di Troina nel 1081 viene menzionato il Castello di Sperlinga.
1132 Il primo possessore documentato del castello di Sperlinga è Russo Rosso
1133 viene menzionata villa Sperlingae e la sua Dominatrix Galgana moglie di Guglielmo d’Altavilla con i suoi figli Riccardo, Roberto e Ugo e del suo cappellano Eriberto, questo dovrebbe giustificare la esistenza del Castello già dal XII secolo e di una corte comitale.
Nel 1137 è certo che alla parte rupestre del Castello di Sperlinga sia stata, poco alla volta, aggiunta una cospicua parte in muratura come la cinta di mura perimetrali e diverse torri delle quali ancora si notano alcune testimonianze.
1151 Bolla pontificia di Eugenio III dove si menziona il Castello di Sperlinga e si elencano le diverse località della Sicilia che sono state inserite nella diocesi di Messina.
1154 Eldrisi descrive Sperlinga come un grosso casale e lo localizza tra Nicosia e Maquara ( Immachara)
1198 Bolla pontificia di Innocenzo III nella quale si menziona il Castello di Sperlinga e si elencano le diverse località della Sicilia che sono state inserite nella diocesi di Messina.
La serie di bolle pontifice fanno riferimento a donazioni fatti ai vescovi siciliani che, per la Apostolica Legazìa, dovevano essere nominati dai re di Sicilia. Questo privilegio fu concesso al Conte Ruggero dal papa Urbano II quando si rese conto dell' importanza storica dell'impresa normanna. Il papa fu contento di riavere la Sicilia sotto l'ala cristiana ma dovette cedere alla richiesta normanna di autonomia nella scelta dei vescovi delle diocesi siciliane. Questa prerogativa rimase solo dei re di Sicilia.
Per gentile autorizzazione da parte dell'autore
Aggiornato al: 10-04-2013