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Salvatore Lo Sauro

Salvatore Lo Sauro

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A.I.G.A.E. autorizzata
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Tel-phone:
3488724073 - 3407840354
Sperlinga (Enna) - Sicily - Italy

losauro.sal@libero.it

www.sperlinga.net


Castello di Sperlinga
Aidone - Morgantina

 

Aidone

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Il centro ha un  impianto medievale del  XII secolo,  i Normanni  fondarono  la cittadina alle pendici di una collina  dove sul punto pi alto vi era  un castello adesso in rovina. Per la forte presenza normanna Aidone fra i paesi galloitalici di Sicilia che parlano ancora questo particolare dialetto.   Durante i secoli seguenti si svilupp verso sud. Il terremoto del 1693 distrusse alcuni palazzi che furono ricostruiti, tanto che molti di essi possono a pieno titolo essere compresi nel bacino del barocco. Come la chiesa di San di san Vincenzo Ferreri  con facciata ornata da bugnato a punta di diamante.

Caratteristica la piazza Adelasia dove ancora si possono notare parti normanne nella struttura della chiesa di San Filippo   

Nel largo   Torres  Trupia, presso l’ex convento dei cappuccini,   si trova il museo archeologico regionale dove sono conservate ed esposte tutti reperti  che provengono dall’area archeologica di Morgantina.   La ricchezza dei reperti assieme ad alcuni capolavori dell’arte greca come la “Venere” di Morgantina, gli Acroliti e gli Argenti , lo inseriscono fra i pi ricchi musei di Sicilia.


Chiesa  di San Vincenzo Ferreri - Bugnato a punta di diamante

Resti del Castello di Aidone

Area Archeologica di Morgantina veduta aerea


Area archeologica di Morgantina - Pianta della citt e legenda 

Il sito di Morgantina fu abitato fin dalla preistoria. I resti pi antichi finora noti di un abitato sono stati ritrovati sul colle della Cittadella e risalgono al XIII secolo a. C., periodo in cui la zona centrale della Sicilia, secondo la tradizione storica, fu occupata dai Morgeti, popolazione proveniente dal continente, alla quale Morgantina deve probabilmente il nome.  Sempre sullo stesso colle, i coloni calcidesi arrivati dalla piana di Leontinoi, fondarono  la citt. Nel 459 a. C. fu assediata e distrutta da  Ducezio.Intorno alla met del V secolo a.C. la nuova citt sorse in c/da Serra Orlando con un impianto ortogonale tipico delle citt greche. Dal IV secolo a.C. si ha la fase pi conosciuta e meglio documentata della citt. Nel III secolo, sotto Ierone, la citt crebbe in floridezza, come si evince dai resti degli edifici monumentali di quell'epoca. La risistemazione dell'agor, dopo la distruzione del 211 a. C., e l'esistenza di edifici databili fino al 50 a. C. circa, documentano la fase romana della citt che successivamente, in et romano-imperiale, scomparve a causa di un progressivo abbandono.



Area archeologica di Morgantina -Teatro greco



Area Archeologica di Morgantina - Ekkleisterion "Agor"

Area Archeologica di Morgantina Zona residenziale  

 Casa del saluto "EYEXEI" mosaico                                                                          
 

Museo Archeologico Regionale pianta 

Museo Archeologico Regionale di Aidone

La sede museale, l'ex Convento dei Padri Cappuccini, realizzato tra il 1611 ed il 1613 sotto la reggenza di Padre Gregorio da Castrogiovanni.

Il museo illustra la storia di Morgantina dall'et del bronzo all'et romano-repubblicana.

Le collezioni. La raccolta dei materiali esposti proviene dagli scavi condotti, a partire dagli anni '50, dalla Missione Americana delle Universit di Princeton e Virginia e dalle Soprintendenze di Siracusa, Agrigento ed Enna.

L'ordinamento, nelle sale espositive, cronologico e tematico. L'esposizione dei reperti corredata da carte topografiche e pannelli esplicativi.

sale 1, 2 introduttive con pannelli documentari e vista sul chiostro; sala dei pithoi
sale 3, 4 insediamento preistorico e protostorico: C.da san Francesco e la Cittadella
sala 5 gli Acroliti
sala 6 la dea di Morgantina
sala 7 sala architettura di Morgantina
sala 8 le terme di Morgantina
sala 9 gli Argenti di Morgantina
sala 10 Morgantina in et greca arcaica:

sala 11 la citt ellenistico-romana: l'abitato di Serra Orlando, i santuari, le necropoli


Sala 5: gli Acroliti

Una serie di elementi di sculture in marmo - due teste, mani e piedi - sarebbero state trovate da scavatori clandestini in contrada S. Francesco Bisconti. Iniziati gli scavi in autunno non ci furono riscontri del rinvenimento ma si scoprirono le prime strutture di un grande santuario dedicato a Demetra. Gli Acroliti sono simulacri a grandezza naturale delle due pi importanti divinit venerate a Morgantina, Demetra e Persefone. Sono simulacri arcaici del IV sec. a.C. con le estremit in marmo pario e il resto del corpo in materiale deperibile forse legno o terracotta, vistoso e ricco doveva essere l’abbigliamento. Essi rappresentano Demetra, la divinit legata all’agricoltura e alla coltura dei cereali e Persefone, la figlia, che rapita da Plutone costretta a vivere negl’Inferi. Demetra abbandona i campi per andare alla ricerca della figlia e l’umanit rischia di morire cos Zeus trova la soluzione di far ritornare Persefone alcuni mesi dell’anno sulla terra.

Trafugate nel 1979, furono vendute al Paul Getty Museum tramite venditori siciliani e svizzeri. Attraverso indagini dei Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico gli Acroliti furono ritenuti opera trafugata proveniente da Morgantina e restituiti alla citt di Aidone nel 2008.



Sala 6:   Afrodite / Demetra /  Venere /la Dea  di Morgantina 


 

Alta 2,40 mt,  il corpo   costituito da roccia calcarea del tipo "ragusa" e le estremit: testa, braccia, piedi in marmo greco proveniente da Pario che si avvicina al colore della pelle.

La statua riprende la tecnica dell’acrolito (acros = estremo/ litos = pietra).

Considerata come Afrodite non possiede gli elementi sensuali sembra invece una delle due divinit Persefone o Demetra .

Per la serie di elementi del panneggio pu essere collocata nel IV a.c..

La storia della statua singolare: venduta al Paul Getty Museum, fu ben presto riconosciuta come opera trafugata clandestinamente a Morgantina, assieme ad altri reperti come gli  Acroliti e il tesoro di Eupolemo.



Sala 9 Gli Argenti di Eupolemo


E’ costituito da 16 oggetti di argento dorato, che hanno fattura e cronologia differenti probabilmente perch comprati e tesaurizzati dai proprietari della casa in epoche diverse.

Il medaglione di Scilla: un medaglione con la figura di Scilla, mostro marino dal busto di donna e gambe a forma di teste di cane.

I vasi e le coppe per il simposio: il momento culminante del banchetto che i Greci dedicavano al consumo del vino. Due grandi coppe (mastoi) con i piedi a forme di maschere teatrali erano utilizzate per miscelare il vino con l’acqua e le spezie aromatiche. La brocchetta (olpe) e l’attingitoio (kyathos) servivano per prelevare il vino, le coppe con un medaglione dorato e la tazza a due anse (skyphos) erano usate per bere.

Vasi e coppe per i riti sacri: il piatto ombelicato (phiale mesomphalos) serviva per versare liquidi durante i sacrifici, il piccolo altare (bomiskos) si usava per bruciare i profumi ed infine le pissidi contenevano essenze ed unguenti.

Le iscrizioni in lingua greca sono presenti in alcuni argenti, come il nome Euplemos, probabilmente l’ultimo proprietario del tesoro. IEPA TON ΘEΟΝ

 

 

 



  Aggiornato al: 09-11-2015


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